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MATRIMONIALISTA - DIVORZISTA

SEPARAZIONI - DIVORZI

DIRITTO DI FAMIGLIA, DEI MINORI E DELLE PERSONE

                         Avv. Antonello Guido - Cassazionista

                       AVVOCATO MATRIMONIALISTA
                                 DEL FORO DI CATANIA
  Master Universitario di II Livello in Diritto di Famiglia, dei          Minori e delle Persone. Diritto della Responsabilità Civile


  STUDIO LEGALE SPECIALIZZATO IN DIRITTO DI FAMIGLIA, DEI MINORI                                    E DELLE PERSONE - SEPARAZIONI - DIVORZI
         CONVIVENZA  - PROBLEMATICHE RELATIVE ALLA GESTIONE ED                                                ALL'AFFIDAMENTO DEI FIGLI MINORI
                              DIRITTO DELLE SUCCESSIONI EREDITARIE

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LA SEPARAZIONE DEI CONIUGI

La separazione personale dei coniugi può essere giudiziale o consensuale.

Con  D.L. n° 132 del 12.09.2014, convertito in Legge 10.11.2014 n°162, sono state introdotte due nuove modalità di separazione personale, e cioè l’accordo innanzi all’Ufficiale di Stato Civile (Comune) e la negoziazione assistita dagli avvocati, alle quali è possibile accedere ove non vi siano figli minori o incapaci, oppure maggiorenni non economicamente autosufficienti, nonché in assenza di patti di trasferimento patrimoniale.

Il diritto di chiedere la separazione giudiziale o l'omologazione di quella consensuale spetta esclusivamente ai coniugi.

La competenza è del Tribunale oppure, solo in caso di separazione consensuale, dell'Ufficiale dello Stato Civile.
 

La separazione può essere richiesta qualora si verifichino, anche indipendentemente dalla volontà di uno o di entrambi i coniugi, fatti tali da rendere intollerabile la prosecuzione della convivenza o da recare grave pregiudizio alla prole.

Pronunziando la separazione giudiziale, il giudice dichiara, ove ne ricorrano le circostanze e ne sia richiesto, a quale dei coniugi sia addebitabile la separazione, in considerazione del suo eventuale comportamento contrario ai doveri matrimoniali.

La riconciliazione tra i coniugi comporta l'abbandono della domanda di separazione personale già proposta.


Il Capo V del Codice Civile, agli articoli da 149 a 158, contiene le norme relative allo scioglimento del matrimonio ed alla separazione dei coniugi. Nella sezione Dir. Famiglia del presente sito, è riportato il testo integrale degli articoli del Codice Civile relativi a: Libro PrimoDelle Persone e della Famiglia e Titolo VI  “Del Matrimonio”.

Qui di seguito vengono integralmente richiamate le norme del Codice di Procedura Civile che disciplinano i procedimenti in materia di Famiglia e di Stato delle Persone e della Separazione Personale dei Coniugi.

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NORME DISCIPLINANTI

IL PROCEDIMENTO DI SEPARAZIOINE

Codice di Procedura Civile

Libro Quarto

 DEI PROVVEDIMENTI SPECIALI

Titolo II

DEI PROCEDIMENTI IN MATERIA DI FAMIGLIA E DI STATO DELLE PERSONE

Capo I

DELLA SEPARAZIONE PERSONALE DEI CONIUGI

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Art. 706

Forma della domanda

La domanda di separazione personale si propone al tribunale del luogo dell'ultima residenza comune dei coniugi ovvero, in mancanza, del luogo in cui il coniuge convenuto ha residenza o domicilio, con ricorso che deve contenere l'esposizione dei fatti sui quali la domanda e' fondata.
Qualora il coniuge convenuto sia residente all'estero, o risulti irreperibile, la domanda si propone al tribunale del luogo di residenza o di domicilio del ricorrente, e, se anche questi e' residente all'estero, a qualunque tribunale della Repubblica.

Il presidente, nei cinque giorni successivi al deposito in cancelleria, fissa con decreto la data dell'udienza di comparizione dei coniugi davanti a se, che deve essere tenuta entro novanta giorni dal deposito del ricorso, il termine per la notificazione del ricorso e del decreto, ed il termine entro cui il coniuge convenuto può depositare memoria difensiva e documenti. Al ricorso e alla memoria difensiva sono allegate le ultime dichiarazioni dei redditi presentate.

Nel ricorso deve essere indicata l'esistenza di figli legittimi, legittimati o adottati da entrambi i coniugi durante il matrimonio.

  

Art. 707

Comparizione personale delle parti

I coniugi debbono comparire personalmente davanti al presidente con l'assistenza del difensore.

Se il ricorrente non si presenta o rinuncia, la domanda non ha effetto.

Se non si presenta il coniuge convenuto, il presidente può fissare un nuovo giorno per la comparizione, ordinando che la notificazione del ricorso e del decreto gli sia rinnovata.

 

Art. 708

Tentativo di conciliazione e provvedimenti del presidente

All'udienza di comparizione il presidente deve sentire i coniugi prima separatamente e poi congiuntamente, tentandone la conciliazione.

Se i coniugi si conciliano, il presidente fa redigere il processo verbale della conciliazione.
Se la conciliazione non riesce, il presidente, anche d'ufficio, sentiti i coniugi ed i rispettivi difensori, da' con ordinanza i provvedimenti temporanei e urgenti che reputa opportuni nell'interesse della prole e dei coniugi, nomina il giudice istruttore e fissa udienza di comparizione e trattazione davanti a questi. Nello stesso modo il presidente provvede, se il coniuge convenuto non compare, sentiti il ricorrente ed il suo difensore.

Contro i provvedimenti di cui al terzo comma si può proporre reclamo con ricorso alla corte d'appello che si pronuncia in camera di consiglio. Il reclamo deve essere proposto nel termine perentorio di dieci giorni dalla notificazione del provvedimento.

  

Art. 709


Notificazione dell'ordinanza e fissazione dell'udienza

 

L'ordinanza con la quale il presidente fissa l'udienza di comparizione davanti al giudice istruttore e' notificata a cura dell'attore al convenuto non comparso, nel termine perentorio stabilito nell'ordinanza stessa, ed e' comunicata al pubblico ministero.

Tra la data dell'ordinanza, ovvero tra la data entro cui la stessa deve essere notificata al convenuto non comparso, e quella dell'udienza di comparizione e trattazione devono intercorrere i termini di cui all'articolo 163-bis ridotti a metà.

Con l'ordinanza il presidente assegna altresì' termine al ricorrente per il deposito in cancelleria di memoria integrativa, che deve avere il contenuto di cui all'articolo 163, terzo comma, numeri 2), 3), 4), 5) e 6), e termine al convenuto per la costituzione in giudizio ai sensi degli articoli 166 e 167, primo e secondo comma, nonché per la proposizione delle eccezioni processuali e di merito che non siano rilevabili d'ufficio. L'ordinanza deve contenere l'avvertimento al convenuto che la costituzione oltre il suddetto termine implica le decadenze di cui all'articolo 167 e che oltre il termine stesso non potranno più essere proposte le eccezioni processuali e di merito non rilevabili d'ufficio.

I provvedimenti temporanei ed urgenti assunti dal presidente con l'ordinanza di cui al terzo comma dell'articolo 708 possono essere revocati o modificati dal giudice istruttore.

  

Art. 709 - bis


Udienza di comparizione e trattazione davanti al giudice istruttore

 

All'udienza davanti al giudice istruttore si applicano le disposizioni di cui agli articoli 180 e 183, commi primo, secondo, e dal quarto al decimo. Si applica altresì l'articolo 184. Nel caso in cui il processo debba continuare per la richiesta di addebito, per l'affidamento dei figli o per le questioni economiche, il tribunale emette sentenza non definitiva relativa alla separazione.

Avverso tale sentenza e' ammesso soltanto appello immediato che e' deciso in camera di consiglio.

 

                              Art. 709 - ter


Soluzione delle controversie e provvedimenti in caso di inadempienze o violazioni

 

Per la soluzione delle controversie insorte tra i genitori in ordine all’esercizio della potestà genitoriale o delle modalità dell’affidamento è competente il giudice del procedimento in corso. Per i procedimenti di cui all’articolo 710 è competente il tribunale del luogo di residenza del minore.

A seguito del ricorso, il giudice convoca le parti e adotta i provvedimenti opportuni. In caso di gravi inadempienze o di atti che comunque arrechino pregiudizio al minore od ostacolino il corretto svolgimento delle modalità dell’affidamento, può modificare i provvedimenti in vigore e può, anche congiuntamente:

1) ammonire il genitore inadempiente;

2) disporre il risarcimento dei danni, a carico di uno dei genitori, nei confronti del minore;

3) disporre il risarcimento dei danni, a carico di uno dei genitori, nei confronti dell’altro;

4) condannare il genitore inadempiente al pagamento di una sanzione amministrativa pecuniaria, da un minimo di 75 euro a un massimo di 5.000 euro a favore della Cassa delle ammende.

I provvedimenti assunti dal giudice del procedimento sono impugnabili nei modi ordinari.

 

Art. 710


Modificabilità dei provvedimenti relativi alla separazione dei coniugi

 

Le parti possono sempre chiedere, con le forme del procedimento in camera di consiglio, la modificazione dei provvedimenti riguardanti i coniugi e la prole conseguenti la separazione.

Il tribunale, sentite le parti, provvede alla eventuale ammissione di mezzi istruttori e può delegare per l'assunzione uno dei suoi componenti.

Ove il procedimento non possa essere immediatamente definito, il tribunale può adottare provvedimenti provvisori e può ulteriormente modificarne il contenuto nel corso del procedimento.

  

Art. 711


Separazione consensuale

 

Nel caso di separazione consensuale previsto nell'articolo 158 del codice civile, il presidente, su ricorso di entrambi i coniugi, deve sentirli nel giorno da lui stabilito e curare di conciliarli nel modo indicato nell'articolo 708.

Se il ricorso e' presentato da uno solo dei coniugi, si applica l'articolo 706 ultimo comma.

Se la conciliazione non riesce, si da' atto nel processo verbale del consenso dei coniugi alla separazione e delle condizioni riguardanti i coniugi stessi e la prole.

La separazione consensuale acquista efficacia con la omologazione del tribunale, il quale provvede in camera di consiglio su relazione del presidente.

Le condizioni della separazione consensuale sono modificabili a norma dell'articolo precedente.

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