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MATRIMONIALISTA – DIVORZISTA

STUDIO LEGALE GUIDO - www.studiolegaleguido.it

Avv. Antonello Guido - Cassazionista

Matrimonialista del Foro di Catania

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Matrimonialista, Divorzista, Separazioni, Divorzi, Diritto di Famiglia, Eredità, Testamento.

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Tribunale Ordinario, Tribunale per i Minorenni e Giudice Tutelare in materia di Famiglia, Corte di Appello, Corte di Cassazione.

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 STUDIO LEGALE GUIDO

www.studiolegaleguido.it

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DIZIONARIO GIURIDICO

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ADOZIONE

e' l'istituto giuridico che consente di creare fra persone estranee un vincolo simile a quello di sangue che corre tra padre e figlio.

I protagonisti sono due:

l'’adottante e l'’adottato.

L'’adottante verrà ad assumere la veste di genitore adottivo, l’'adottato è colui che viene ad assumere posizione di figlio.

L’'adozione può:

− interessare un minore ed allora il nuovo rapporto è in tutto identico a quello tra padre e figlio naturale riconosciuto;

− un soggetto di maggiore età ed in tal caso il vincolo è meno stretto.

L'’adozione può riguardare un minore straniero o italiano.

In materia minorile, prima dell’'adozione, c’è un periodo di pre-adozione durante il quale il tribunale, affidando il minore all’'adottante preventivamente ritenuto idoneo (accertamento di idoneità) in via provvisoria per circa un anno, accerta se persiste l’interesse del minore.


AFFINITA’'

è il vincolo tra un coniuge ed i parenti dell’altro coniuge.

Nella linea e nel grado in cui taluno è parente di uno dei coniugi, egli è affine dell’altro coniuge (art. 78 c.c.)

 

BENE

Ogni oggetto fornito dalla natura o creato dall’uomo suscettibile di un valore economicamente valutabile si dice bene.

Il bene può essere:

− mobile quando può essere contato, pesato e trasferito da un soggetto all’altro;

− immobile quando è parte del suolo o saldamente legato al suolo in maniera indissolubile.

I beni immobili sono registrati in apposito registro tenuto presso la conservatoria dei registri immobiliari;

− assimilati agli immobili sono quei beni che pur avendo la caratteristica di beni immobili (registrati in un apposito ufficio) sono tuttavia mobili (auto, natanti).

 

CAPACITA'’:

a) giuridica:

per capacità giuridica intendiamo l’attitudine del soggetto a divenire titolare di diritti. Essa si acquista sin dalla nascita e, per certi atti, sin dal momento del concepimento (successione);

b) di agire:

la capacità di agire si acquista con la maggiore età e consiste nella possibilità in concreto di esercitare tutti i diritti che la legge riconosce al soggetto con la capacità giuridica. La maggiore età è un termine presuntivo perché presuppone il raggiungimento da parte del soggetto di uno sviluppo fisico e psichico tale da consentirgli la gestione di tutti i propri affari. Il tempo, però, non sempre risolve o riempie le aspettative di crescita fisica e psichica per cui vi sono soggetti adulti che continuano ad operare come bambini proprio per mancanza di maturità.

Ove lo sviluppo sia parzialmente raggiunto, il soggetto ha bisogno di un curatore che lo assista nel compimento degli atti di straordinaria amministrazione. Se l’assenza di sviluppo è totale, il soggetto viene surrogato in tutti gli atti giuridicamente rilevanti da un tutore. Tutore e curatore naturale del minore è il genitore.

Ove il genitore manchi, il giudice delle tutele provvede a nominarne uno subito dopo che gli è pervenuta dall’ufficiale di anagrafe o dal notaio la notizia di minori orfani. Il minore, l’interdetto (id est: colui è stato riconosciuto incapace di intendere e di volere) e l’inabilitato (id est: colui che con sentenza è stato riconosciuto parzialmente capace) non possono stare in giudizio da soli.

 

COLLAZIONE

Istituto che consente al coerede in tutto privato dell’eredità attribuita agli altri, di vedere restituire le quote dagli altri ricevute e procedere a divisione secondo il titolo in modo che ognuno abbia il suo.

 

CURATORE

Curatore è colui che affianca il maggiore di età parzialmente capace di agire.

L'’assistenza è limitata agli atti di straordinaria amministrazione.

 

DECRETO

è il provvedimento che il giudice emette senza aver preventivamente ascoltato le parti e cioè sulla base dei documenti o raccolte informazioni sommarie. Può contenere istruzioni, direttive, ordini. Tuttavia può sempre il giudice sentire preventivamente le parti.

I provvedimenti del giudice tutelare consistono sempre o quasi in decreti.

 

DOMICILIO:

a) Domicilio ordinario: è il luogo ove una persona ha stabilito la sede principale dei suoi affari ed interessi.

b) Domicilio eletto: quello scelto per determinati affari.

c) Domicilio fiscale: è quello contemplato dall’art. 58, D.P.R. n. 600/1973 per il quale: le persone fisiche residenti nello Stato hanno il domicilio fiscale nel comune nel cui anagrafe sono iscritte. Quelle che non sono residenti hanno il domicilio nel comune in cui è prodotto il loro reddito o il reddito più elevato. I cittadini che risiedono all’estero in forza di un rapporto di servizio con la pubblica amministrazione, si intendono domiciliati nel comune di ultima residenza nello Stato.

I soggetti diversi dalle persone fisiche hanno il domicilio nel luogo della sede legale o amministrativa. Ove questa manchi, nel comune dove si trova la sede secondaria o una stabile organizzazione o in mancanza, nel comune ove esercitano prevalentemente l’attività.

d) Domicilio degli eredi collettivamente ed impersonalmente presi: si identifica dell’ultimo domicilio del de cuius.

Ai sensi degli artt. 43, 403 e 479 c.p.c. in ordine alla riassunzione del processo entro l’anno dalla morte, da farsi agli eredi impersonalmente nell’ultimo domicilio.

 

DONAZIONE

La donazione è il contratto con il quale per spirito di liberalità una parte arricchisce l’altra disponendo a favore di questa di un suo diritto o assumendo verso la stessa un’obbligazione. Per poter donare occorre avere la disponibilità dei propri diritti.

La donazione fatta dall’inabilitato o dall’interdetto è annullabile.

L’azione si prescrive in 5 anni.

La donazione fatta da colui che è stato interdetto per prodigalità può essere annullata anche se è fatta sei mesi prima del giudizio.

La donazione deve essere fatta per atto pubblico salvo che si tratti di beni mobili di modico valore.

Perché diventi operativa deve essere accettata o contestualmente all’atto o con atto separato e posteriore.

Può essere sottoposta a condizione ovvero ad onere.

Può essere revocata per causa di ingratitudine entro un anno dalla data di conoscenza

del motivo di ingratitudine.

Può essere revocata altresì per sopravvenienza di figli.

 

EMANCIPAZIONE

Il termine deriva dal diritto romano. Essere in mancipio per i romani significava trovarsi sotto la mano ossia la potestà del genitore o di qualcuno.

La emancipazione è, dunque, istituto antico: già Gaio nelle sue «Istitutiones» all’art. 132 del libro primo che è quello dedicato alle persone cosi si esprimeva: «con la mancipazione i figli cessano di essere in potestà dei genitori».

Bastano queste semplici parole per capire come in sostanza emanciparsi significa liberarsi dai vincoli protettivi paterni o di terzi.

Quindi allargamento della sfera operativa della capacità di agire, intesa come libertà di porre in essere atti giuridici vincolanti senza l’assistenza o l’autorizzazione di chicchessia: padre o tutore o curatore.

Perché è noto che il minore di età o colui che pur avendo raggiunto la maggiore età non abbia, di pari passo, conseguito la maturità psichica e di pensiero per cui sostanzialmente

continua a ragionare come un bimbo, o l’abbia raggiunta solo in parte quindi idonea per compiere i piccoli atti rilevanti per il diritto ma non quelli di straordinaria amministrazione, ha bisogno di essere guidato e sorretto da un tutore ( incapacità totale di agire) o da un curatore ( incapacità parziale).

 

EREDI

Sono tutti coloro ai quali per legge o per testamento spetta una parte dei beni di una persona defunta.

Si distinguono perciò con termine tecnico in :

− eredi legittimi;

− eredi testamentari.

Sono equiparati ai legittimi coloro che sono stati legittimati.

La legittimazione è l’atto col quale un figlio nato fuori del matrimonio viene riconosciuto.

L’azione di legittimazione spetta al figlio ed è imprescrittibile.

Se però il figlio non l’ha promossa ed è morto nei cinque anni successivi alla data di compimento della maggiore età, può essere esercitata dai discendenti di lui.

Può essere concessa per intervento del giudice ex art. 284 c.c. quando ricorrono le condizioni ivi previste.

Sono equiparati ai figli legittimi i figli adottivi e naturali. Non possono essere chiamati a succedere per legge coloro che versano in stato di incapacità per indegnità e cioè:

1) chi ha volontariamente ucciso o tentato di uccidere la persona della cui successione si tratta o il coniuge,discendente o ascendente a meno che non ricorra una circostanza che esclude la punibilità;

2) chi ha commesso in danno di queste persone un fatto al quale la legge penale dichiara applicabili le pene sull’omicidio;

3) chi ha denunciato una di tali persone per fatti punibili con l’ergastolo o la reclusione nel minimo non inferiore a tre anni e la denuncia è stata dichiarata calunniosa in giudizio ovvero se la testimonianza è stata dichiarata falsa;

4) chi ha indotto con dolo o violenza la persona della cui successione si tratta a cambiare o mutare testamento e glielo ha impedito;

5) chi ha soppresso, celato o alterato il testamento della persona della cui successione si tratta;

6) chi ha formato un testamento falso e ne ha fatto scientemente uso.

 

EREDITA’ (ACCETTAZIONE):

 

a) PURAMENTE E SEMPLICEMENTE

L’accettazione può essere fatta puramente e semplicemente o con beneficio d’inventario.

b) TACITA

L’accettazione pura e semplice può essere fatta anche in maniera tacita quando il chiamato compie sui beni atti propri del dominus.

c) BENEFICIO INVENTARIO

Quando vi sono minori o quando il chiamato ha motivo di ritenere che l’eredità sia passiva.

 

EREDITA’ GIACENTE

L’eredità si dice giacente quando nessuno dei chiamati abbia ancora accettato di riceverla e pertanto i beni del de cuius che la compongono giacciono in stato di completo abbandono nel disinteresse totale di chi dovrebbe averne cura.

Per evitare che i beni vadano sciupati, smarriti, deteriorati o che altro senza titolo se ne impossessi, soccorre l’istituto della nomina di un curatore.

Questi dura in carica fino a quando il chiamato all’eredità non abbia accettato e abbia preso possesso dei beni.

Sotto l’alta direzione e controllo del presidente del tribunale nelle cui mani presta «giuramento di curare ed amministrare fedelmente i beni», provvede all’erezione dell’inventario, deposita presso un istituto di credito designato dal giudice le somme reperite, vende i beni deteriorabili, adotta ogni altro provvedimento ritenuto utile per la conservazione e miglioramento del patrimonio.

 

PETIZIONE

è l’atto con il quale l’erede che non sia in possesso dei beni posseduti da altri quale che sia il titolo, domanda al giudice il riconoscimento della sua qualifica di erede e l’immissione in possesso dei beni.

 

RINUNCIA

Atto da rendere davanti al cancelliere o altro pubblico ufficiale col quale il chiamato rinuncia alla eredità.

è conveniente farlo col cancelliere perché costa i soli diritti di cancelleria.

La rinuncia comporta:

1) l’accrescimento della quota a favore degli altri coeredi se esistono;

2) se il rinunciante ha discendenti la quota si trasferisce agli stessi per rappresentazione;

3) se questi mancano si ripartisce per metà agli ascendenti per parte di padre e l’altra metà agli ascendenti per parte di madre.

La rinuncia non soffre condizioni.

Può essere revocata entro il tempo di accettazione salvo che altri abbia acquistato la quota.

 

ESECUTORE TESTAMENTARIO

Persona nominata dal testatore perché dia esecuzione alle sue volontà.

L’esecutore nominato può anche rinunciare con apposita dichiarazione scritta nelle mani del cancelliere del tribunale.

 

EVIZIONE

Istituto previsto dall’art. 759 c.c. mediante il quale tutti i coeredi concorrono ad integrare la quota del coerede evitto cioè spogliato ad opera di terzi che vantavano diritti.

 

FIGLIO:

 

STATO DI FIGLIO LEGITTIMO

Lo stato di figlio legittimo si acquista con la nascita da genitori regolarmente uniti in matrimonio, salva l’azione di disconoscimento. Basta l’atto di nascita per provare la qualifica di figlio legittimo.

 

POSSESSO DI STATO

Per chi non sia figlio legittimo, il possesso dello stato di figlio in conformità dell’art. 236 c.c. conferisce tale qualifica.

Per possedere lo stato di figlio legittimo basta che: il possesso di stato risulti da una serie di atti che nel loro complesso valgano a dimostrare le relazioni di filiazione e di parentela fra una persona e la famiglia a cui essa pretende di appartenere.

In ogni caso devono concorrere i seguenti fatti:

a) che la persona abbia sempre portato il cognome del padre che essa pretende di avere;

b) che il padre l’abbia trattata come figlio ed abbia provveduto in questa qualità al suo mantenimento, all’educazione e al collocamento di essa;

c) che sia stata sempre considerata come tale nei rapporti sociali;

d) che sia stata riconosciuta in detta qualità dalla famiglia.

 

GIUDICE TUTELARE

è l’organo identificato nel presidente del tribunale che si interessa dei minori e degli incapaci, è definito altresì giudice delle tutele e delle curatele.

 

INABILITAZIONE

Quando l’incapacità non è totale ma solo relativa e parziale per cui il soggetto colpito può ragionevolmente compiere certi atti giuridicamente rilevanti di minore importanza, ma non quelli di straordinaria amministrazione, può essere dichiarato inabilitato.

Con l’inabilitazione il tribunale gli nomina un curatore che lo coadiuva e lo assiste negli atti più rilevanti.

 

INTERDIZIONE

Quando il raggiungimento della maggiore età non comporta, come dovrebbe essere secondo natura, lo sviluppo psichico-fisico del soggetto per cui questo resta allo stato infantile nel suo modo di ragionare e di operare e pertanto non è affatto in grado di gestire i propri affari, viene dichiarato interdetto.

La competenza è del tribunale cui si perviene con ricorso.

Tuttavia, poiché a volte vi sono segni marcati ed evidenti di immaturità tali da dare la certezza che il diciottesimo anno non cambia la situazione del soggetto in punto psicofisico, l’interdizione può essere chiesta anche prima del raggiungimento della maggiore età.

Con la dichiarazione di interdizione il soggetto viene sostituito negli atti giuridicamente

rilevanti da un tutore.

Competente in tal caso è i tribunale dei minori.

 

INVENTARIO

Numerazione e descrizione dei beni lasciati dal de cuius sia in successione testamentaria

che in successione legittima.

Va fatto a cura del cancelliere o di un notaio quando:

1) si tratta di accettare l’eredità con beneficio detto appunto di inventario;

2) in caso di procedura di dichiarazione di assenza o di morte presunta;

3) in caso di nomina di un curatore all’eredità giacente;

4) in caso di interdizione ed inabilitazione da parte del tutore o del curatore;

5) in ogni altro caso di volta in volta previsto dal codice di rito.

 

LEGATO

Onere a carico di un erede col quale il testatore a fianco del beneficio della istituzione di erede pone un’attività passiva a favore di un terzo non erede che può consistere nel trasferimento di un diritto, di un beneficio o di un bene.

L’erede deve adempiere salve le responsabilità che ne possono derivare (artt. 649 ss. c.c.).

 

MATRIMONIO:

 

PUTATIVO

è il matrimonio dichiarato nullo.

Si hanno due ipotesi:

a) i coniugi sono in buona fede;

b) i coniugi erano in malafede.

Effetti del matrimonio contratto in buona fede:

− quando i coniugi hanno contratto il matrimonio in buona fede o quando il loro consenso è stato estorto con violenza o determinato dal timore di eccezionale gravità derivante da cause esterne agli sposi, gli effetti del matrimonio valido si producono fino alla sentenza che produce la nullità.

Tali effetti si verificano anche nei confronti dei concepiti o dei figli riconosciuti anche se nati prima del matrimonio.

Effetti del matrimonio contratto in malafede da entrambi i coniugi: salvo e quindi esclusi i casi di bigamia o incesto gli effetti sono quelli del matrimonio valido rispetto ai figli nati e concepiti durante il matrimonio. Gli altri sono considerati figli maturali.

Quando la nullità è addebitabile ad uno dei coniugi l’altro ha diritto ad una congrua indennità non inferiore a tre annualità di mantenimento a prescindere dalla prova.

Deve inoltre somministrare gli alimenti se non vi siano altri obbligati.

Se la nullità è imputabile al terzo: in via esclusiva deve corrispondere al coniuge di buona fede la indennità di tre annualità di mantenimento; se in concorso con l’altro coniuge: la responsabilità del pagamento della indennità è solidale con questi.

 

SIMULAZIONE

Il matrimonio è simulato quando al momento o prima della stipula i coniugi avevano fatto riserva di non esercitare i diritti nascenti dallo stesso (convivenza, assistenza reciproca, procreazione). Può essere impugnato se i coniugi non hanno convissuto come coniugi dopo la celebrazione. Al di fuori di tale ipotesi, l’impugnazione deve essere proposta entro l’anno dalla celebrazione.

 

MATRIMONIO CONCORDATARIO

Si dice concordatario il matrimonio celebrato davanti ad un ministro del culto cattolico.

Questi verifica che siano state adempiute tutte le formalità previste dal codice civile in ordine alla pubblicazione ed accerta che non vi siano cause che impediscano la celebrazione.

Durante la celebrazione egli legge ai coniugi gli articoli del codice civile relativi ai diritti e ai doveri degli sposi, fra loro e nei confronti della famiglia.

Nelle quarantotto ore successive alla celebrazione deve trasmettere all’ufficiale di stato civile competente per territorio un duplice originale dell’atto di matrimonio perché si provveda alla trascrizione nei registri di stato civile.

L’ufficiale di stato civile effettua la trascrizione e ne restituisce un esemplare con l’annotazione dell’avvenuta trascrizione.

 

MATRIMONIO CONCORDATARIO: SCIOGLIMENTO

Lo scioglimento del matrimonio concordatario, fino al 1985 appannaggio del giudice ecclesiastico, oggi può essere dichiarato anche dal giudice civile in alternativa a quello ecclesiastico.

Se il giudice ordinario ed il giudice ecclesiastico sono chiamati a sciogliere lo stesso matrimonio, viene privilegiato colui che è stato investito per primo del caso.

 

MESSA IN MORA

Atto con il quale si invita formalmente la pubblica amministrazione o un privato obbligato ad adempiere.

Si notifica per ufficiale giudiziario.

è importante perché la legge spesso subordina il ricorso al giudice al preventivo adempimento della messa in mora e dopo che sia decorso il termine per adempiere intimato (Giudizio di ottemperanza in diritto amministrativo e tributario; mora nel rendimento del conto prevista dall’art. 497 c.c. ecc.).

 

MORTE

Fatto pubblico e tragedia privata.

La morte apre la successione che è avvenimento di natura pubblica con riflessi privati, fiscali e tributari di differirle il pagamento delle tasse, la dichiarazione dei redditi di mesi 6 ( art. 65, D.P.R. 19 settembre 1993, n. 600); interrompere il processo in corso se debitamente dichiarata; interrompere il decorso del termine per l’appello ed il ricorso; apre la tutela ove ne ricorrono i presupposti, ecc. trasferisce nei terzi diritti propri del soggetto (disconoscimento di paternità o riconoscimento del figlio che muore prima che sia scaduto il termine per esercitare tale diritto).

 

MORTE PRESUNTA

Si dice presunta la morte di cui non si abbia storicamente e per fatti concreti provata la certezza.

è una fictio legis cioè una finzione della legge che di fronte a determinati atti come la scomparsa del soggetto per oltre dieci anni senza dare contezza di se ovvero la scomparsa in circostanze eccezionali e straordinarie (guerra, epidemia, disastro aereo ecc.) lascia presumere che il soggetto sia morto e tale lo dichiara a richiesta di chi ne abbia interesse.

La morte presunta sul piano degli effetti equivale alla morte fisica nel senso che apre la successione e quanto altro alla morte fisica riconducibile.

Se il dichiarato morto ricompare, si ripristina, e previo atto declaratorio del tribunale della sua esistenza, lo stato quo ante limitatamente a quei rapporti che lo consentono.

 

NASCITURI CONCEPITI

Con questo termine si indicano i figli di una determinata persona vivente al tempo della morte del testatore benché non ancora concepiti. Costoro, ai sensi dell’art. 462 c.c. possono ricevere per testamento.

 

NOME E COGNOME

Possono essere cambiati se ricorrono determinati presupposti. Godono di particolare tutela sia in sede civile che penale.

 

NOTIFICAZIONE

Notificazione è l’atto col quale la parte ricorrente e/o attrice consegna ad altra parte interessata al giudizio o alla procedura , tramite ufficiale giudiziario, copia del ricorso o della citazione contro di lei diretto o alla quale essa ha interesse perché provveda alla propria difesa.

 

RESCISSIONE

Azione mediante la quale il coerede che a seguito di divisione ha avuto in meno oltre un quarto, può impugnare la divisione.

Si prescrive in due anni dalla divisione davanti al tribunale.

 

RECLAMO

Atto col quale si impugnano le decisioni del giudice tutelare, del tribunale modo camerale, del tribunale minorile.

Le decisioni del g.t. sono reclamabili al collegio. La decisione del tribunale alla corte d’appello modo camerale. Le decisioni del tribunale minorile modo camerale, sono reclamabili alla sezione minorile della corte d’appello.

 

RENDICONTO

Il rendimento di conto è l’atto con il quale il curatore dell’eredità giacente o l’esecutore

testamentario espone al giudice la sua attività indicando le entrate e le uscite realizzate.

 

RESIDENZA

Luogo in cui il soggetto abitualmente dimora.

La residenza è di grande importanza perché determina spesso la competenza territoriale

del giudice.

Fa fede la residenza risultante dai registri di anagrafe.

Il trasferimento va notificato entro 20 giorni a tale ufficio pena la inopponibilità ai terzi di buona fede.

Quando domicilio e residenza coincidono, il trasferimento dell’una presuppone il trasferimento dell’altro.

 

SOSTITUZIONE FEDECOMMISSORIA

è la manifestazione di ultima volontà dell’ascendente o del coniuge, col quale lascia i beni ad uno dei figli con l’obbligo di conservarli e restituirli alla morte della persona o ente che si prende cura del coniuge interdetto o del figlio incapace.

 

SOSTITUZIONE ORDINARIA

Consiste nella istituzione da parte del testatore, di due eredi per modo che ove il primo non accetti o non possa accettare, i beni transitino al secondo.

 

TESTAMENTO

è l’atto col quale un soggetto dispone a favore di un un terzo delle proprie sostanze e diritti per il tempo in cui avrà cessato di vivere.

Può validamente testare colui che può disporre dei propri beni e diritti (c.d. Testamentifatio

attiva).

Non sono quindi autorizzati a testare:

− coloro che non hanno raggiunto la maggiore età;

− gli interdetti per infermità di mente;

− quelli che sebbene non interdetti, si prova essere stati per qualunque causa, anche transitoria, incapaci di intendere e di volere nel momento in cui fecero il testamento.

Non possono infine testare coloro che a seguito di condanna penale per legge sono privati di tale potere (ergastolani).

Anche colui a favore del quale il testamento viene fatto, deve essere nella situazione di validamente ricevere. Sono cioè privi di testamentifatio passiva coloro che versano in una delle seguenti condizioni:

− testimoni al testamento;

− notaio o altro pubblico ufficiale che ha ricevuto il testamento;

− il tutore prima che sia approvato il suo conto o sia stata estinta l’azione per il rendimento del conto.

La stessa regola vale per il pro tutore se il testamento è fatto nel periodo in cui sostituiva il tutore.

Tuttavia se tutore e pro-tutore sono ascendente o discendente ovvero fratello o sorella o coniuge il divieto non esiste.

− La persona che ha confezionato il testamento segreto salvo che il testatore non approvi espressamente di sua mano la disposizione o lo dichiari espressamente al notaio;

− le persone interposte di coloro che versano in stato d’incapacità di cui all’art. 592 c.c.

L’incapacità di cui all’art. 592 c.c. è limitata:

1) ai figli naturali che in presenza di figli legittimi non possono ricevere più di quanto sarebbe loro spettato in successione legittima;

2) i figli naturali riconosciuti in sede giudiziale (art. 279 c.c.) ai quali è vietato ricevere più di quanto avrebbero ricevuto se la filiazione fosse stata riconosciuta o decretata;

3) gli enti non riconosciuti se entro l’anno non provvedono a fare istanza di riconoscimento.

In ordine alla forma il testamento può essere:

1) olografo cioè scritto dal testatore;

2) segreto scritto dal testatore o da un terzo anche a macchina e consegnato al notaio in plico sigillato o da sigillare davanti e a cura del notaio;

3) pubblico se redatto dal notaio o da altro pubblico ufficiale.

Vi sono poi i c.d. testamenti speciali di formalità più rapide e più snelle consentite in determinate circostanze quali:

1) il testamento del militare in zona d’operazione che perde efficacia decorsi tre mesi dal ritorno del testatore;

2) il testamento su nave o aeromobile che deve essere convertito in ordinario al posto di primo approdo;

3) il testamento in caso di calamità naturali che perde efficacia decorsi tre mesi dalla fine dello stato di calamità.

Si rammenta infine che la disposizione può riguardare tutto o parte del patrimonio.

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